Procacciatore d’affari: la guida definitiva

Come diventare un procacciatore d’affari:
consigli pratici e strategie vincenti per il successo

Un procacciatore d’affari è un professionista autonomo che opera per conto di aziende al fine di promuovere la conclusione di contratti di compravendita di beni o servizi.

1 – Cos’è un procacciatore d’affari e cosa fa

Un procacciatore d’affari è un professionista che svolge un’attività di intermediazione commerciale, con l’obiettivo di mettere in contatto aziende con potenziali clienti e favorire la conclusione di accordi commerciali.
ll procacciatore d’affari mette in contatto  due parti affinché queste concludano un affare.
Per questo servizio di intermediazione, guadagna una provvigione sul valore dei contratti conclusi grazie al suo lavoro.
La provvigione viene generalmente calcolata come una percentuale sul fatturato generato dai contratti conclusi.
Il procacciatore d’affari può svolgere la sua attività in modo occasionale o continuativo, e consente all’azienda interessata di espandere la sua attività commerciale, con minori costi rispetto a quelli derivanti dall’ingaggio di un normale agente di commercio.
Il procacciatore lavora senza vincoli di subordinazione e senza alcun vincolo di esclusiva, infatti, può operare per una o più ditte.
Vedi un approfondimento sulla figura del procacciatore d’affari

Aspetti legali del procacciatore d’affari

La professione di procacciatore d’affari non è regolamentata da una specifica legge quadro.
Fondamentalmente il rapporto che intercorre tra il procacciatore e il sogetto mandante rientra nel codice civile come semplice mandato.
Tuttavia, i procacciatori d’affari sono soggetti a diverse normative e obblighi legali e fiscali, che è importante conoscere per svolgere la propria attività in modo corretto e trasparente.
Ad esempio procacciatore d’affare può trattare soltanto beni mobili, e non beni immobili.
Ad esempio se l’attività di procacciatore d’affari è svolta in modo occasionale, entro 5.000 Euro iva esclusa nell’anno solare, il procacciatore può lavorare con il semplice Codice Fiscale.
Se invece l’attività è svolta in modo continuativo, oltre 5.000 Euro iva esclusa nell’anno solare il procacciatore dovrà aprire una Partita Iva e iscriversi all’INPS.
La sentenza n.19161/2017 con la quale la Cassazione, a SS.UU., ha stabilito che, se il procacciatore d’affari opera stabilmente con una azienda mandante, si configura un rapporto d’agenzia:
Leggi l’approfondimento sulle norme legali

    Regime fiscale del procacciatore d’affari:

    Cosa ci vuole per fare il procacciatore d’affari?

    Per svolgere l’attività di procacciatore d’affari occasionale E’ SUFFICIENTE IL CODICE FISCALE, NON ESSENDO NECESSARIA L’APERTURA DELLA PARTITA IVA.

    Il procacciatore, per poter svolgere l’attività, non deve avere pendenze penali.

    Soltanto nel caso in cui l’attività di procacciatore d’affari sia svolta in modo continuativo (ovvero se il guadagno del procacciatore supera i 5.000 euro iva esclusa di provvigioni in 12 mesi) bisogna iscriversi al Registro delle Imprese in qualità di “ditta individuale” ed aprire una partita IVA.

    Vedi le differenze tra il procacciatore d’affari occasionale e continuativo

    L’unico inquadramento che il procacciatore riceve dalla società è la tradizionale “Lettera d’incarico” o lettera di procacciamento affari, che contiene l’indicazione dell’ammontare delle provvigioni, la modalità di pagamento delle stesse e i patti di non concorrenza.

    Se il procacciatore fatturerà più di 25 mila euro all’anno, dovrà presentare il riepilogo IVA annuale.

    Approfondimenti sul procacciatore d’affari